La casa di Anna Frank

Anna Frank era una ragazza ebrea, quella la sua colpa, divenne il simbolo della Shoah per il suo commovente diario scritto durante la persecuzione dei nazisti, nel suo diario racconta le paure i dubbi e i sogni di una normale ragazzina di tredici anni che rimarrà chiusa per più di due anni insieme alla sua famiglia, nella sua casa divenuta un nascondiglio, che purtroppo non la salverà. Anna muore a sedici anni di tifo in un campo di concentramento, l’unico a salvarsi sarà il padre.

La casa oggi è diventata un museo, aperto nel 1960, e suddiviso in due parti, il piano terra dove lavorava Otto Frank, il padre, che all’epoca vendeva spezie seppur le stanze ormai siano vuote la sensazione che si prova rimane una esperienza toccante, che ogni anno conta oltre un milione di visitatori da tutto il mondo. Al suo interno si trovano reperti originali tra cui il manoscritto del diario, i suoi quaderni, gli oggetti delle persone che abitavano con lei, film, immancabili i reperti del periodo tra cui la stella gialla che tutti gli ebrei erano obbligati ad indossare durante la guerra dai nazisti.

Si accede alle camere tramite un nascondiglio segreto celato da una libreria, dentro ancora presenti le foto appese ai muri dei personaggi preferiti dalla piccola Anna, come le principesse d’Inghilterra Elisabetta e Margherita, e ancora ritagli di giornali originale protetti da delle teche in plastica. Il museo offre anche una visita interattiva disponibile in sei lingue tra cui l’italiano dove si va ad approfondire la storia dell’epoca e i vari avvenimenti, discriminazioni , pregiudizi ; una tappa da affrontare ad Amsterdam per ricordare un triste evento della storia.
Capodanno ad Amsterdam